Star Raiders (1979): I giocatori prendono il comando

pag. 1 pag. 2 pag. 3 pag. 4

Star Raiders di Doug Neubauer, un gioco del 1979 per Atari 8-bit, è un fulgido esempio di quello che accade quando si dice a uno sviluppatore che una certa cosa non può essere fatta, lui la fa comunque, e dopo esserci riuscito viene dimenticato da tutti. È uno di quei pochissimi giochi che possono essere definiti senza tema di smentita “in anticipo sui tempi”. Era il 1979, eppure già esisteva un videogame che offriva una prospettiva in prima persona, movimento ad alta velocità e un ambiente 3D liberamente esplorabile stipato in soli 8K di RAM (memoria) e 8K di ROM (immagazzinamento dati) [4].
Mentre la maggior parte delle persone era impegnata a sparacchiare agli alieni nello schematico Space Invaders (Capitolo 16 del libro), Star Raiders era in grado di mettere i giocatori all’interno della cabina di comando di un’astronave. Il gioco stabilì molte delle convenzioni del genere “space sim” che sarebbero emerse in maniera più evidente solo con il più celebre Elite di Firebird (a cui è dedicato un altro capitolo extra del libro) e Wing Commander della Origin (1990). Diversamente dalla stragrande maggioranza degli shoot’em up spaziali di quel periodo, Star Raiders offriva una prospettiva in prima persona dal sedile di comando del pilota. La missione sembrava abbastanza semplice: proteggere le basi spaziali della federazione Atariana dagli attacchi degli Zylon. Per scongiurare qualsiasi tentazione di ricorrere alla diplomazia da parte dei giocatori più pacifisti, il manuale spiegava chiaramente (a lettere cubitali) che occorreva “DISTRUGGERE TUTTE LE NAVI ZYLON. NON MOSTRARE ALCUNA PIETÀ”. Non è molto chiaro perché gli Zylon siano così ansiosi di annientare gli Atariani, ma per quanto ne sappiamo potrebbe essere la conseguenza di una disputa legale finita male: a parte l’ovvio riferimento ai Cylon di Battlestar Galactica e i “siluri fotonici” di Star Trek (con tanto di scintille), i caccia “Zylon” assomigliano pericolosamente ai Tie Fighter imperiali di Guerre Stellari. Un campionario di scopiazzamenti non autorizzati di classici della fantascienza degli anni ’70!


Una schermata del coin-op Star Trek: Strategic Operations Simulator rilasciato da Sega del 1982, nel quale il giocatore
controlla la nave spaziale Enterprise e deve difendere dall’invasione dei Klingon i settori che gli sono stati assegnati.
Nonostante l’innumerevole quantità di giochi basati sulla serie già usciti, Star Trek: Strategic Operations Simulator era solo il secondo
videogame con licenza ufficiale dopo il mediocre Star Trek: Phaser Strike (1979) per la console portatile Milton Bradley Microvision.



Una schermata del coin-op di Atari Star Wars del 1983, uno dei primi giochi ufficiali tratti da Guerre Stellari.


A parte l’ordine di distruggere tutti gli Zylon, il giocatore deve anche preoccuparsi di non finire il carburante, di non andare a sbattere contro i meteoriti o di perdere componenti vitali della propria astronave durante uno scontro a fuoco, tutto in tempo reale. Fortunatamente è possibile compiere salti nell’iperspazio (con un effetto grafico di notevole impatto) e raggiungere basi spaziali alleate dove riparare e rifornire la nave. La critica elogiò la grafica così dinamica e lo straordinario comparto audio del gioco, anche se quest’ultimo aspetto non dovrebbe sorprenderci: è stato lo stesso Neubauer a progettare il chip sonoro di Atari, POKEY [5]. Il processore è stato utilizzato anche in alcune delle macchine che Atari ha portato in sala giochi e in alcune cartucce per la console Atari 7800.




Wing Commander (1990) offre un combattimento sulla falsariga di Star Raiders con il contorno di
una divertente trama fantascientifica. Lo straordinario comparto audio-video e la frenesia dei
combattimenti hanno fatto di lui uno dei titoli di maggior successo della Origin dai tempi della serie di Ultima.
L’immagine è tratta dalla versione PC.

pag. 1 pag. 2 pag. 3 pag. 4

[4] Neubauer si è rammaricato del fatto che con più memoria e spazio per il salvataggio dei dati avrebbe potuto creare un gioco ancora più impressionante, aggiungendo l’atterraggio sui pianeti, una sequenza in trincea e molti più grafici. Si veda http://www.atarihq.com/othersec/library/neubauer.html.

[5] Il chip POKEY è presente anche nella console Atari 5200, che è piuttosto simile a un computer Atari 400. Nel 1982 è stata sviluppata una conversione quasi identica di Star Raiders per 5200.