Spacewar! (1962): La miglior perdita di tempo nella storia dell’universo

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Se siete anche minimamente interessati alla storia dei videogame – e se state leggendo questo capitolo è molto probabile che lo siate – vi sarete chiesti, a un certo punto della vostra vita, che aspetto doveva avere il primo videogioco. Qual è stato, in effetti, il primo videogame di sempre?
Questa domanda assilla da sempre chi si cimenta nella scrittura di resoconti storici su questo mezzo di comunicazione. Molti giocatori (e persino molti autori!) ritengono che l’onore spetti a Pong (di cui abbiamo parlato nel primo capitolo extra), che negli anni ’70 ha fatto conoscere i videogame al grande pubblico. Invece non è stato neppure il primo titolo commercializzato nelle sale giochi, essendo stato preceduto da Computer Space di Nolan Bushnell e Ted Dabney, comparso per la prima volta nel 1971 (con clamoroso insuccesso) per la Nutting Associates [1]. Come vedremo, lo stesso Computer Space era basato su un titolo precedente chiamato Spacewar!, presentato in forma giocabile già nel febbraio del 1962. E persino Spacewar! ha avuto alcuni predecessori, tra cui sono citati spesso OXO (1952) e Tennis for Two (1958).


Il codice dell’originale Spacewar! in esecuzione su un emulatore di PDP-1 all’interno
di un browser. L’immagine mostra la posizione standard di partenza.

La risposta breve alla domanda su chi sia stato il primo è che non lo sappiamo... non ancora, perlomeno. Il problema è che conosciamo solo i giochi che hanno avuto abbastanza successo da essere ricordati da coloro che li hanno giocati o creati, e queste persone devono anche avere l’interesse e la volontà di raccontare la propria storia (magari con qualche elemento concreto che la possa corroborare). Chi può sapere quanti videogiochi sono stati semplicemente dimenticati? I due titoli che abbiamo citato qui sopra, per esempio, hanno invalidato la precedente teoria che Spacewar! fosse il primo videogame in assoluto, ed è possibile che con l’aumentare dell’interesse e delle ricerche sull’argomento si venga a conoscenza di giochi ancor più antichi. Insomma, non c’è periodo migliore di questo per fare lo storico dei videogame!
Anche se Spacewar! non è stato il primo in assoluto, è stato certamente uno dei primi giochi di qualche importanza, al punto da stabilire molte delle convenzioni in uso ancora oggi. La sua influenza sugli sviluppatori venuti in seguito è evidente, anche se in certi casi può essere stata addirittura negativa. Sebbene Computer Space abbia fallito, il successivo Asteroids di Atari (1979), che offre un gameplay simile in un formato più facile e intuitivo, ha avuto un successo clamoroso. Inoltre possiamo riscontrare elementi ispirati a Spacewar! in altri titoli popolari come Lunar Lander (1979) e Gravitar (1982) di Atari e, se facciamo un piccolo sforzo, persino nelle simulazioni elettroniche di flipper.
Spacewar! ha introdotto l’azione in tempo reale, un arsenale di armi diverse, mosse speciali, condizioni variabili di gioco, una fisica realistica e un mondo virtuale. Cosa più importante, ha dimostrato che i computer non erano solo costose calcolatrici ma, almeno per molti di noi, il futuro del divertimento.
Dal momento che nel capitolo dedicato a Pong abbiamo già parlato della “storia antica” dei computer e dello sviluppo di Spacewar!, qui forniremo solo un breve riepilogo prima di esaminare i dettagli del gioco. La creazione di Spacewar! è stata già raccontata diverse volte; per una trattazione approfondita non possiamo che rimandare i lettori al libro di Steven Levy Hackers: Heroes of the Computer Revolution [2], che esamina non solo lo sviluppo del gioco in sé, ma anche la peculiare sotto-cultura che lo ha reso possibile. In poche parole, gli autori di Spacewar! erano veri nerd, come quelli rappresentati in modo così divertente in film come La rivincita dei nerds di Jeff Kanew (1984): costantemente affascinati dalla fantascienza, dai robot, dagli aggeggi elettronici e naturalmente dai computer.


Una battaglia in pieno svolgimento.
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[1] Anche sul fatto che Computer Space sia stato il primo coin-op ci sono teorie contrastanti; secondo alcuni questo onore potrebbe spettare a Galaxy Game di Bill Pitts e Hugh Tuck, un altro titolo ispirato da Spacewar! e uscito qualche mese prima di Computer Space. Il gioco tuttavia non venne prodotto in grandi quantità, soprattutto perché era mosso da un minicomputer Digital PDP-11/20, il cui costo per ogni singola unità superava i 20.000 dollari!

[2] Edizione italiana: Hackers. Gli eroi della rivoluzione informatica, Shake editore, 2002.