Defender (1980): Il piacere della difficoltà

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L’ultimo capitolo della serie, rilasciato dalla Midway nel 1991 nelle sale giochi con il nome di Strike Force, mostra una derivazione meno diretta dal capostipite [9]. Jarvis e DeMar facevano ancora parte dello staff, ma il gioco fu programmato più che altro da Todd Allen e Eric Pribyl. Secondo il file di informazioni storiche allegato all’emulatore MAME [10],

“In Strike Force il giocatore comanda ancora una volta una navetta spaziale che percorre la superficie di una serie di pianeti che scorrono orizzontalmente in entrambe le direzioni, distruggendo ondate di nemici e recuperando gli umani catturati dagli invasori alieni; i prigionieri liberati restano appesi sotto la navicella. Una volta completati gli obiettivi arriva un’astronave madre per recuperare la navicella insieme agli umani tratti in salvo. I giocatori possono decidere quali pianeti attaccare, quando acquistare armi aggiuntive e quando attaccare l’Apocalypse. La grafica di Strike Force è molto diversa dallo stile minimalista e astratto dei primi due capitoli della serie: sprite dettagliati, fondali a più livelli ed esplosioni colorate e spettacolari danno al gioco un aspetto ricco e originale” [11].


Una schermata della versione arcade di Strike Force.


Al di là delle conversioni ufficiali dei giochi da sala e del già citato Revenge of Defender, la serie ha ricevuto altri due seguiti ufficiali per il mercato delle console: Defender 2000 (1995) e Defender (2002), a cui si aggiunge nel 2006 il rilascio del titolo originale sulla piattaforma Xbox Live Arcade di Xbox 360. Quest’ultima versione aggiunge il gioco in rete e una modalità modernizzata, ampiamente migliorata dal punto di vista grafico e sonoro. Defender 2000 è una cartuccia prodotta dalla Llamasoft per Atari Jaguar e offre tre diverse modalità di gioco: Defender Classic (la versione originale da sala), Defender Plus (con migliorie audiovisive e la possibilità di utilizzare droni amici per rendere il gioco un po’ più facile) e Defender 2000 (che introduce ulteriori novità, tra cui diversi powerup). La versione 2002 per Microsoft Xbox, Nintendo GameCube e Sony PlayStation 2, intitolata semplicemente Defender, è realizzata in 3D e offre una prospettiva in terza persona con la telecamera appena dietro alla navicella; ovviamente l’esperienza finale è molto diversa dall’originale. La versione per Nintendo Game Boy Advance mantiene invece la prospettiva bidimensionale e consente anche di giocare all’originale Defender, una possibilità che molte recensioni hanno indicato come l’aspetto più interessante della cartuccia.


(clicca per l'immagine in alta risoluzione) Defender 2000, di cui mostriamo il retro della scatola,
è uno dei molti aggiornamenti alla classica serie realizzati per la controversa console Jaguar di Atari.


Oggi la serie è stata superata dalla popolarità degli shoot-’em-up moderni, ma sono stati i titoli come Defender che, una generazione di console dopo l’altra, hanno dimostrato che i giocatori potevano adattarsi a schemi di controllo sempre più complessi. Naturalmente c’è chi sostiene che questo processo è sfuggito di mano, ed è per questo che un numero sempre maggiore di giocatori occasionali si rivolgono a prodotti “casual” o a console come Nintendo Wii. Certamente l’esperienza di Bushnell con Computer Space e Pong (si vedano i due capitoli extra dedicati a Pong e Spacewar!) ha suggerito che è sempre meglio esagerare in semplicità piuttosto che il contrario. Ciononostante Defender ha sfatato il mito che i giocatori non potessero affrontare in sala giochi titoli complessi e difficili, spingendo gli sviluppatori a esplorare sentieri nuovi e soluzioni sempre più sofisticate.

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[9] Nel 1988 la Williams, che aveva assunto il nome di WMS Industries, acquisì Bally/Midway. Oggi opera all’interno di WMS con il nome di Midway Games.

[10] MAME è l’acronimo di Multiple Arcade Machine Emulator. Secondo il suo sito web, lo scopo del progetto è “...documentare il funzionamento interno dei giochi che hanno fatto storia nell’età dell’oro degli arcade. Ricordate Pacman, Space Invaders, Dig Dug eccetera? Bene, oggi sono completamente documentati e soprattutto perfettamente giocabili all’interno del progetto MAME. Le macchine fisiche non dureranno per sempre, così l’emulatore e le immagini delle ROM permetteranno di conservare i giochi per sempre”.