Tony Hawk’s Pro Skater (1999): Acrobazie e trick videoludici

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Nella sua recensione sul sito Mania, James Stevenson scrive: “La prima cosa che i giocatori noteranno è che i livelli sono sterminati, gli obiettivi numerosi e che sostanzialmente c’è tutto quel che avete sempre amato di Tony Hawk, solo più grande” [6]. Alcuni miglioramenti dovuti al nuovo motore grafico si apprezzano solo andando avanti nella partita: i cartelloni pubblicitari si sciupano, i vestiti si strappano e ci sono tanti altri piccoli tocchi che aggiungono un notevole realismo all’impianto complessivo di gioco.



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Il retro della scatola di Tony Hawk’s Pro Skater 4 (2003) per Tapwave Zodiac.

Nel 2003 Tony Hawk’s Pro Skater è stato rilasciato anche per la console portatile N-Gage di Nokia. Il gioco è in gran parte fedele alla versione originale per console, con alcune novità e diversi livelli presi direttamente da Tony Hawk’s Pro Skater 2. Nonostante questa versione segua il modello tridimensionale originale, ai tempi è stata molto criticata per la sua mancanza di innovazione. Il fatto è che tre o quattro anni prima i giocatori avevano già visto e fatto tutto quello che offriva: questo problema, comune a tutte le serie che si rinnovano di anno in anno e che vengono continuamente convertite per nuove piattaforme, ha afflitto Tony Hawk in modo particolare. A ogni buon conto, il gioco venne ritenuto tra i migliori della controversa piattaforma Nokia [7].


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Il retro della scatola della versione per Microsoft Xbox di Tony Hawk’s Underground

Il successo della serie di Tony Hawk non passò inosservato agli occhi della concorrenza, anche se ben pochi titoli sono stati in grado di eguagliarne il successo commerciale e di critica. Ne è un ottimo esempio Street Sk8er di Electronic Arts (1999; Sony PlayStation): uscito qualche mese prima del primo THPS, era basato su un titolo giapponese dell’anno precedente che vantava ben poche caratteristiche originali e finì presto nel dimenticatoio. Un altro gioco molto simile, Thrasher: Skate and Destroy della Rockstar Games (1999; Sony PlayStation), uscì poco dopo Tony Hawk’s Pro Skater e si vantò – con buona ragione – di essere una simulazione molto più accurata di skateboard.
Sfortunatamente per Rockstar, i giocatori preferirono l’approccio più “amichevole” di Tony Hawk a quello simulativo di Thrasher. Altri titoli, come Dave Mirra Freestyle BMX di Acclaim (2000; PC, Sony PlayStation e altri) cambiano il mezzo di trasporto puntando sul medesimo stile di gioco, spingendo molti a chiedersi perché non giocare direttamente a Tony Hawk’s Pro Skater [8].
Altri ancora, come Jet Grind Radio di Sega (2000; Sega Dreamcast), dotato di una bella grafica in cel-shading, uniscono un’estetica molto particolare e stilizzata con meccaniche di gioco insolite. In questo caso il giocatore deve correre sui pattini e disegnare graffiti, facendo attenzione di evitare le forze dell’ordine; il gioco è stato accolto bene dalla critica (ma un po’ meno dal pubblico) e ha avuto anche un seguito per Microsoft Xbox nel 2002, intitolato Jet Set Radio Future [9]
Il quinto titolo della serie Tony Hawk ha segnato l’inizio della sotto-serie Underground, composta da due giochi: Tony Hawk’s Underground (2003; Microsoft Xbox, Nintendo GameCube, Sony PlayStation 2 e altri) e Tony Hawk’s Underground 2 (2004; stesse piattaforme più Sony PlayStation Portable). Chiamati spesso con il loro acronimo, THUG e THUG 2 (che incidentalmente calzano a pennello con le loro premesse), questi due titoli costituiscono un allontanamento radicale dalla serie originale, concentrandosi su una vera e propria trama piuttosto che sul puro gameplay. I giocatori possono creare uno skater, utilizzando addirittura la propria fotografia se lo desiderano, e farlo crescere da semplice dilettante a professionista.


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Il retro della scatola di Outlaw Golf (2002) per Microsoft Xbox. Incredibilmente il golf è un soggetto
che ben si presta a interpretazioni “estreme” e “fumettose”, probabilmente perché contrastano
in maniera netta con l’idea diffusa che si tratti di uno sport paludato per vecchi pensionati.

Per la prima volta è possibile scendere dalla tavola, camminare, correre, arrampicarsi e persino guidare veicoli, operazione necessaria per raggiungere determinati punti della mappa. Sebbene il gioco sia costellato di personaggi coloriti ed esperienze di ogni tipo, alcuni si sono lamentati della scarsità di missioni con lo skate.
THUG 2 riprende direttamente la storia del primo, ma è stato criticato perché sembra concentrarsi più sulla cultura punk legata allo skate che sugli sport estremi. La premessa iniziale è che il giocatore accompagni Tony Hawk al World Destruction Tour, il cui scopo è generare caos in diversi luoghi del mondo per sconfiggere gli avversari, il Team Bam [10]; la squadra che perde deve pagare le spese alla fine del tour. Una caratteristica di THUG 2 molto ben accolta è stata la modalità “Classic”, che segna il ritorno del limite di due minuti.
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[7] Nel 2005 è stata rilasciata una versione dell’originale Tony Hawk’s Pro Skater per cellulare, ma praticamente ogni modello di telefono soffriva di qualche limitazione nel sistema di controllo.

[8] Di questo gioco fu anche messo in cantiere un seguito, intitolato Dave Mirra BMX XXX, dal quale il campione sportivo decise di far ritirare il proprio nome: infatti il sequel si limitava ad aggiungere un po’ di umorismo grezzo e nudità gratuite. Alla fine il gioco uscì nel 2002 per Microsoft Xbox, Nintendo GameCube e Sony PlayStation 2 intitolato semplicemente BMX XXX. Le “novità” non bastarono a nascondere un gameplay e una grafica più che mediocri e il gioco fu stroncato da pubblico e critica.

[9] Jet Set Radio è uscito anche per Nintendo Game Boy Advance nel 2003: la versione portabile, nonostante l’assenza della grafica 3D, mantiene intatta gran parte del gameplay originale.

[10] Capitanato da Brandon Cole “Bam” Margera, skateboarder e personaggio televisivo noto per la serie televisiva e i film di Jackass .