Tony Hawk’s Pro Skater (1999): Acrobazie e trick videoludici
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I videogame di sport estremi hanno una lunga storia il cui apice si pone nel 1999 con l’uscita del primo Tony Hawk’s Pro Skater, titolo che ha contribuito a dare fama e visibilità a tutto il genere. Praticamente tutti i giochi a cui abbiamo dedicato un capitolo del libro hanno avuto dei predecessori, e THPS non è da meno. Prodotti come 720 Degrees, un gioco da sala di Atari del 1986, oppure Skate or Die! del 1987, distribuito da Electronic Arts per diverse piattaforme domestiche, hanno fatto la gioia di un gran numero di giocatori, ma è stato Tony Hawk’s Pro Skater a portare il genere nel mondo delle tre dimensioni [1], offrendo un controllo senza precedenti e movimenti fluidi importantissimi per questo genere di videogame. Il successo di THPS ha dato origine a una sterminata sequenza di imitazioni che hanno cercato di fare meglio e di essere ancor più “estremi” dello stesso Tony Hawk, icona vivente dello skateboard.

Una schermata della versione da sala giochi di 720 Degrees di Atari.

Una schermata di Skate or Die! nella versione per Commodore 64.
Naturalmente gli sport estremi non si limitano allo skateboard. In questa definizione rientrano tutte quelle attività sportive rischiose o comunque pericolose, che nel mondo dei videogame sono sempre state di casa.
Dai primi titoli basati sui Giochi Olimpici, che hanno visto il loro punto di massima espressione in California Games della Epyx (1987) con discipline come skateboard, freestyle footbag, surf, pattinaggio, frisbee e BMX, per arrivare ai classici NBA Jam (1993) e NFL Blitz (1997), le alternative più movimentate agli sport tradizionali non sono mai mancate. Quello che Tony Hawk’s Pro Skater ha aggiunto è stato uno straordinario livello di realismo nelle mosse acrobatiche che ha affascinato i molti giocatori delusi dalla natura esageratamente competitiva dei predecessori. Puntando sulla tecnica piuttosto che sullo stile, Tony Hawk’s Pro Skater ha ampliato il suo pubblico coinvolgendo più giocatori di qualsiasi prodotto precedente.

Un evento di California Games nella versione per Commodore 64.

(clicca per l’immagine in alta risoluzione)
Il retro della scatola di NBA Jam Tournament Edition della Midway per Sony PlayStation (1994).
Tony Hawk’s Pro Skater della Neversoft è stato rilasciato da Activision per Sony PlayStation alla fine del 1999 e per Nintendo 64 e Sega Dreamcast nel 2000. Il sistema di comandi estremamente flessibile, le animazioni fluide e il progresso nel gioco basato su obiettivi ebbero un immediato successo e sarebbero stati imitati negli anni a venire da molti titoli analoghi. Le opzioni per la modalità single player comprendono “Carriera”, “Sessione singola” e “Free skate”. Nella Carriera lo scopo è registrare su nastro le migliori performance centrando gli obiettivi elencati nella schermata di caricamento nei due minuti di tempo a disposizione. In totale ci sono nove livelli, sei dei quali permettono di ottenere videotape che possono essere utilizzati come replay ma soprattutto sbloccano ulteriori livelli, equipaggiamento avanzato e inviti per partecipare ad altre competizioni. Gli altri tre livelli sono vere e proprie sfide in cui l’obiettivo è vincere medaglie (oro, argento e bronzo) realizzando un punteggio più alto degli avversari.

Una schermata della versione per sala giochi di NFL Blitz della Midway (1997),
che aggiunge un tocco violento alla collaudata formula di NBA Jam.
Nella modalità Sessione singola lo scopo è realizzare il punteggio più alto nei due minuti di tempo a disposizione. All’inizio della partita si può giocare un solo livello; gli altri sono sbloccati man mano che si avanza nella modalità carriera. Free skate è esattamente quello che suggerisce il nome: non ci sono regole né limiti di tempo, così è possibile fare pratica delle diverse mosse e padroneggiare i vari trick. Anche in questo caso inizialmente si ha a disposizione un solo livello. Le partite per due giocatori comprendono le modalità “Graffiti”, “Trick Attack” e “HORSE”. La prima consiste in una corsa in split-screen di due minuti nella quale i giocatori cercano di marcare con il proprio tag (firma) il maggior numero di ostacoli. È possibile “rubare” gli ostacoli dell’avversario eseguendo trick elaborati e spettacolari [2]. In Trick attack esiste sempre il limite dei due minuti, e il giocatore deve cercare di accumulare più punti dell’avversario, ma è anche possibile attaccarlo andandogli a sbattere addosso. HORSE è una sfida uno contro uno a chi realizza l’acrobazia migliore e l’obiettivo è battere il punteggio dell’antagonista.

Una schermata tratta dalla versione Sega Dreamcast di Tony Hawk’s Pro Skater.
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[1] Il titolo da sala del 1997 Top Skater di Sega (noto anche come Top Skater Sega Skateboarding) comprendeva un controller a forma di skate e sostegni laterali inseriti in un cabinato extra-large ed è stata una delle prime simulazioni di skateboard in 3D, ma si concentrava sulla corsa più che sulle mosse speciali. Sull’onda del successo di giochi come Tony Hawk’s Pro Skater sono stati creati controller a forma di skate per il mercato casalingo (per lo più mediocri), ma nonostante questo Top Skater non è mai stato convertito per alcuna console.
[2] Il gameplay ricorda alla lontana quello di Paperboy, uscito in sala giochi sotto etichetta Atari nel 1984. L’obiettivo principale del gioco era consegnare i quotidiani agli abbonati, mentre quello secondario era commettere atti di vandalismo sulle case dei non abbonati.

