Elite (1984): Spazio, ultima frontiera

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Nel 1991 Microplay Software fece uscire Elite Plus, un remake in VGA del titolo originale, disponibile solo per PC con sistema DOS, ma che non colpì i redattori delle riviste di videogiochi come il titolo precedente. Stanley Trevena, redattore di Computer Gaming World, scrisse che “alcuni classici del passato farebbero meglio a rimanere nella loro forma originale senza venire modernizzati in maniera artificiosa”[1].


Elite Plus era migliore dal punto di vista grafico e sonoro, ma tutto il resto era rimasto praticamente invariato.

Nel 1993 Braben sviluppò per la GameTek un vero e proprio seguito per Atari ST, Commodore Amiga e PC, intitolato Frontier: Elite II. Il gioco apportava considerevoli migliorie alla grafica, al sonoro e al modello fisico, aggiungendo tra l’altro la possibilità di atterrare sui pianeti. La scatola riportava una frase intrigante: “tutti i pianeti e le lune del nostro sistema solare e altri [...] sono generati seguendo le attuali teorie sulla formazione dei corpi celesti”. L’accento sulla cura per i dettagli scientifici e astronomici fa tornare alla mente Spacewar!, uno dei primi videogame della storia, che vantava una cartografia stellare molto precisa (come vedremo nel capitolo extra che gli abbiamo dedicato). Frontier: Elite II fu un progetto esclusivo di Braben, senza il coinvolgimento di Bell, che criticò apertamente il gioco sottolineando che “David vuole che tutto sia ‘realistico’, ma questo non è il modo giusto di fare le cose”[2]. I due si scontrarono su questioni più importanti del mero design; Bell riteneva che Braben non gli tributasse il giusto riconoscimento per Frontier, che ovviamente era basato sul lavoro svolto in precedenza insieme. La disputa venne alla fine risolta in un’aula di tribunale.

Frontier: Elite II ricevette pareri contrastanti dalla critica: qualcuno lo definì il miglior gioco mai realizzato, mentre altri lo consideravano di una noia mortale. Nel 1995 uscì Frontier: First Encounters per PC, con una grafica migliorata ma funestato da bug di ogni sorta; la principale novità di questo terzo capitolo era l’inserimento di missioni basate su una trama principale. Una patch corresse la maggior parte dei problemi più gravi, ma il danno era ormai fatto: la triste verità era che altri sviluppatori avevano da tempo eclissato i pionieri delle simulazioni spaziali.


Frontier: Elite II aggiungeva diverse novità, tra cui la possibilità di comprare nuove astronavi e atterrare sui pianeti.

Sebbene la serie di Elite non sia invecchiata molto bene, la sua peculiare miscela di elementi ha gettato le basi per un nuovo ed entusiasmante genere. E per quanto le space sim oggi non vadano per la maggiore come gli sparatutto in soggettiva o i giochi di ruolo, nuovi titoli sono sviluppati continuamente, che senza dubbio diventeranno sempre più affascinanti con il continuo migliorare della tecnologia, sia dal punto di vista grafico che nella parte di simulazione vera e propria.

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[1] Numero di Computer Gaming World dell’ottobre 1991.