Elite (1984): Spazio, ultima frontiera
| pag. 1 | pag. 2 | pag. 3 | pag. 4 | pag. 5 | pag. 6 |
A parte l’orgoglio nel comandare una nave ben attrezzata e modificata a dovere, Elite offre un altro modo per misurare la maestria e il valore di ogni pilota: il grado, che rappresenta un indicatore della capacità di combattimento del giocatore. All’inizio della partita classificato con un poco lusinghiero “scarso”, il grado passa da “competente” a “pericoloso”, ma ogni giocatore ambisce a unirsi agli “elite”, i piloti più letali del cosmo. Inoltre ci sono tre gradi di reputazione: pulito, delinquente e fuorilegge. Coloro che violano continuamente la legge si troveranno alle calcagna l’equivalente futuristico della polizia stradale, di pattuglia su agguerrite navi di classe Viper. Il banditismo e la vita da predoni non rappresenteranno la massima aspirazione per molta gente, ma costituiscono uno dei modi più impegnativi di affrontare il gioco. Inoltre, pirati e polizia non sono le uniche minacce nascoste nelle profondità dello spazio - la razza insettoide dei Thargoid è in guerra perenne con l’umanità e i suoi alleati, e solo i migliori piloti possono sperare di affrontare le sue navi da invasione e sopravvivere per raccontarlo.

Sebbene al giorno d’oggi la grafica monocromatica in wireframe di Elite possa farlo apparire
alquanto primitivo, il rendering 3D in tempo reale lasciò i possessori del modesto BBC Micro e
degli altri computer a 8-bit con la bocca spalancata.
Il gioco offre due diverse interfacce principali: quella testuale, che si occupa di gestire gli scambi commerciali e i potenziamenti della nave, e una con visuale in prima persona per il volo e il combattimento nello spazio. Un radar posto nella parte bassa dello schermo mostra le navi e gli altri oggetti in tre dimensioni. Tutto quello che si trova sopra o sotto l’astronave è indicato con punti collegati da linee, simili a torri molto sottili. Parecchi giocatori sono restati disorientati da questa peculiare tecnica di visualizzazione, soprattutto all’inizio, ma ci vuole poco a farci l’abitudine e comprenderne l’utilità. Altri aspetti dell’interfaccia richiamano un tradizionale simulatore di volo, ma il movimento nello spazio è molto diverso da quello sulla Terra.
Elite rispetta la fisica del mondo reale: il giocatore può far rollare la nave intorno al suo asse in senso orario o antiorario, ma per cambiare direzione deve orientare correttamente la prua e dare potenza ai motori. Ci vuole pratica e pazienza per imparare a manovrare la nave, e ancor di più per riuscire a sopravvivere in un combattimento. A questo complesso meccanismo di controllo si aggiungono poi manovre speciali che sfruttano la forza gravitazionale dei pianeti e dei corpi celesti. In generale il gioco risulta assai impegnativo e tollera molto poco l’incompetenza. Il livello di difficoltà ha fatto desistere molti giocatori, ma ha stuzzicato il piacere della sfida di molti altri.

Il contenuto della scatola della versione di Elite per Commodore 64. Notate il dispositivo anti-pirateria
Lenslok rosso, da appoggiare sullo schermo per decifrare i due caratteri criptati e far partire il gioco.
Un ottimo sistema di protezione,molto ambito da tutti coloro che non l’avevano comprato.
Come racconta l’autore Matt Barton, “io e mio padre abbiamo cercato questo gioco per settimane, ma ogni volta
che lo trovavamo sugli scaffali di qualche negozio, qualcuno aveva già aperto la scatola e rubato il decoder!”
(CLICCA SULL'IMMAGINE PER LA VERSIONE IN ALTA RISOLUZIONE!)
Elite ebbe un più che discreto successo commerciale e rimane una presenza costante di numerose classifiche di “best of”, in particolare quelle stilate da giocatori e giornalisti inglesi. Il gioco venne convertito per le più importanti piattaforme dell’epoca, tra cui una sorprendente versione del 1991 riservata all’Europa per Nintendo Entertainment System, che Bell ricorda come una delle sue preferite[1]. Collezionisti e storici ricorderanno che alcune versioni comprendevano un barocco sistema di protezione: nel corso del caricamento compariva una schermata con una serie di caratteri incomprensibili che potevano essere decifrati solo osservandoli tramite un dispositivo inserito all’interno della scatola del gioco.
| pag. 1 | pag. 2 | pag. 3 | pag. 4 | pag. 5 | pag. 6 |

