Pong (1972): l’industria dei videogiochi nasce di rimbalzo

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Al momento dell’uscita ufficiale di Apple I Jobs e Woz stavano già cominciando a pensare a quali caratteristiche aggiungere alla macchina, di cui aggiornavano spesso il design che condividevano con il club. Il risultato di questi sforzi fu l’Apple II, che migliorò l’Apple I sotto praticamente ogni punto di vista, compreso un involucro di plastica che integrava una tastiera completa, le porte per le periferiche esterne e otto slot di espansione interni facilmente accessibili.


Il coin-op di Taito Arkanoid (1986) avrebbe ripreso i concetti base
di Breakout per arricchirli con power-up, diversi nemici e numerosi livelli.

Breakout ebbe una diretta influenza su quel leggendario computer, come riassunto efficacemente su Wikipedia:

[Dice Steve Wozniak]: “molte delle caratteristiche dell’Apple II vennero inserite nella macchina perché avevo lavorato a Breakout per Atari. L’avevo sviluppato in hardware, e adesso volevo scriverlo in software”. Questo comprendeva la grafica a colori e gli ormai famigerati circuiti sonori con beep e click. Il gioco influenzò direttamente anche la progettazione di Integer BASIC (a cui Woz si riferiva con il nome di “Game Basic”). La versione di Breakout sviluppata in tale linguaggio fu la prima “prova concettuale” in esecuzione sul prototipo di Apple II. Il suo desiderio di giocare a Breakout sul nuovo computer lo portò anche a prevedere un’interfaccia per una manopola, e alla fine a inserire nella versione commerciale del computer i controller a manopola e un nastro contenente il codice di Breakout [12].


Alcuni diversi tipi di controller a manopola. Da sinistra a destra: quelli ad alta risoluzione di Commodore per i
suoi VIC-20 e C-64, il controller predefinito per le console Bally Astrocade che funzionava sia come joystick che come
manopola, quelli del VCS di Atari e una manopola per Nintendo Entertainment System da usare con la sua versione di Arkanoid.
Sebbene ormai spariti dalla circolazione, fatta eccezione per qualche cabinato realizzato in casa, all’epoca questi controller
a manopola (noti anche con il nome di “spinner” nelle loro versioni a rotazione infinita) erano molto popolari.

Pong portò alla nascita dell’industria dei videogiochi e a Breakout, che a sua volta portò all’Apple II e a Space Invaders – sì, proprio lui, Space Invaders! Invece di relegare il giocatore in un ruolo passivo facendo rimbalzare una palla (o un quadrato) su dei blocchi, Space Invaders (Taito, 1978, coin-op) riprese l’idea base e la struttura di Breakout e diede al giocatore la possibilità di sparare a volontà contro gli alieni che si avvicinavano minacciosi. Questo gioco, descritto in dettaglio nel Capitolo 16, diede vigore a un settore in fase di crisi, e con la sua conversione nel 1980 fu fondamentale per lo straordinario successo dell’Atari VCS, mettendo fuori gioco definitivamente Pong e permettendo all’industria di avanzare ed evolvere.


Il popolare coin-op Warlords di Atari del 1980, con overlay a colori simulato, viene
ancora convertito da appassionati per diversi sistemi moderni. Warlords miscela elementi
di Pong e Breakout in un titolo quattro contro quattro nel quale ogni giocatore deve
difendere le mura del proprio castello e il re al suo interno.

Pong è un gioco che ancora oggi si riconosce immediatamente, continuamente soggetto a modifiche e variazioni. Spesso viene utilizzato come primo progetto da aspiranti hacker e programmatori e la sua eredità diretta è ancora molto rilevante. Tuttavia, in quanto primo videogame a catturare l’immaginazione del pubblico e a ispirare le più importanti pietre miliari dell’industria, la sua influenza va molto oltre quella di ogni altro gioco trattato in questo libro, e per questo merita di essere messo in cima a qualsiasi lista di “best of”.

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